Cani Sciolti, elogio funebre di una grande miniserie

mercoledì 24 giugno 2020 17:04:16 Europe/Rome

Cani Sciolti, elogio funebre di una grande miniserie

Le cose più belle, si sa, sono le prime ad appassire, e Sergio Bonelli Editore ci ha abituato da un po’ di tempo a questa parte, con la sua nuova etichetta “Audace”, a miniserie tanto interessanti per la loro originalità, cura e temi trattati, quanto brevi in relazione al formato standard delle pubblicazioni della casa madre e ‘Cani Sciolti’ non fa certo eccezione a questa regola. Dopo Deadwood Dick, prima pubblicazione di Audace, in occasione del 50° anniversario del ’68, Cani Sciolti viene pensata come una serie di 20 albi; purtroppo per noi affezionati a questa pubblicazione SBE ne ha deciso l’interruzione al numero 14 ‘La Naia’, a causa delle vendite non certo soddisfacenti, anche se ha promesso che avrebbe terminato la narrazione in futuro con un paio di raccolte. Insomma, la già breve serie è stata interrotta prematuramente per motivazioni economiche; ciò non significa affatto che essa sia un prodotto scadente, anzi, probabilmente ha pesato troppo l’atipicità e la troppa originalità rispetto alla classica offerta bonelliana.

Audace Sergio Bonelli Editore

Ma di cosa parla Cani Sciolti? La sinossi è presto fatta: Pablo, Lina, Deb, Turi, Milo e Marghe si ritrovano alla fine degli anni ’80 e colgono l’occasione per fare un excursus dei loro percorsi di vita, da quando si è rinsaldata la loro amicizia durante le proteste universitarie del 1968 a Milano in poi, in uno spaccato delle loro esperienze personali da ‘cani sciolti’ appunto, individui non allineati o iscritti ad alcun partito o movimento ma decisi a cambiare il mondo in meglio ed arciconvinti di poterlo fare.

Al timone di questa nave c’è Gianfranco Manfredi, sicuramente scelta azzeccatissima da parte della casa editrice. Il suo curriculum parla da solo: padre di Magico Vento e sceneggiatore fra gli altri di Tex e Dylan Dog, comincia la sua carriera editoriale gravitando attorno al “Re Nudo”, rivista libertaria di controcultura fondata nel 1970 a Milano ed organizzatore dei festival giovanili al Parco Lambro, ed è voce del movimento grazie alle sue canzoni ed ai suoi album – il primo del 1972 – e le collaborazioni con pesi massimi della musica del calibro di Ricky Gianco e Premiata Forneria Marconi.Magico Vento Chi meglio di un altro cane sciolto per narrare le disavventure e le protervie dei nostri protagonisti? Ed infatti l’occhio partecipante si sente eccome; l’aria che si respira negli albi non è assolutamente artefatta, i personaggi sono multidimensionali e molto diversi fra loro, il sentore che ci sia del vissuto personale che si interseca con gli accadimenti fittizi dei sei protagonisti è forte e dona un alto tasso di realismo e immedesimazione ai volumi.

Il lettore ha dunque l’occasione di poter guardare con occhi privilegiati gli accadimenti storici in un’epoca che cambierà drasticamente i costumi ed i modi della nostra società, filtrandoli attraverso lo strumento della narrazione intima e personale delle peripezie di questo gruppo di amici. Il privato si mischia con il pubblico, i personaggi – che diventano più amici del lettore che eroi o antieroi – dibattono riguardo a ciò che gli accade attorno, dalle occupazioni universitarie, all’avvento di nuove mode e stili musicali, si scontrano loro malgrado con accadimenti terribili come la strage di Piazza Fontana o il germogliare della nuova criminalità organizzata milanese del “bel Renè” Vallanzasca; le loro vite vengono plasmate da questi accadimenti, e le loro storie di vita vissuta si intrecciano alla cronaca dell’epoca in maniera a volte naturale, a volte come una vera e propria cesura, uno spartiacque fondamentale per il loro vissuto personale. E la forza primaria di quest’opera risiede proprio nei personaggi, assolutamente non banali e stereotipati, che vengono diretti e dosati con maestria per poter puntare l’attenzione su ciò che è importante secondo l’autore per il proseguo del fil rouge narrativo intrapreso dai protagonisti.Cani Sciolti Stonewall

 A rafforzare queste impressioni c’è la minuziosità del Manfredi nel voler dare al lettore punti precisi di riferimento geografico, che siano le vie e le piazze della Milano dell’epoca o le balere più in nei luoghi di villeggiatura popolari all’epoca c’è sempre una ricerca fine e lodevole che impreziosisce questa opera ed incastona perfettamente i personaggi nell’ambiente.

Niente da eccepire nemmeno sul lato dei disegni. Tutti gli autori che hanno prestato la propria arte per questo prodotto sono stati più che all’altezza, riuscendo ottimamente a seguire le trame e le minuziosità di Manfredi, cosa che deve aver richiesto non poche ore di studio sugli archivi fotografici dell’epoca. Personalmente ho preferito i tratti di Casalanguida e di Gerasi, ma ritengo tutta l’opera disegnata ad un livello molto più che buono.

Non aggiungo altro per non rovinarvi la scoperta di questo piccolo grande mondo che ruota attorno ai nostri sei amici, se non di recuperarlo, magari accompagnandolo con un disco di due autori citati nel fumetto come Guccini o Pete Seeger o con la viva voce di Gianfranco Manfredi, di cui potete trovare gli album all’interno delle principali piattaforme di streaming musicale. Buona lettura!

Post Comments
Comments are Closed for this post