In morte di Gwen Stacy

sabato 15 febbraio 2020 16:13:53 Europe/Rome

In morte di Gwen Stacy

In morte di Gwen Stacy: la notte in cui il fumetto diventò maggiorenne.

E’ il 1973 a Londra i Pink Floyd stanno scrivendo la storia della musica con la pubblicazione di Dark Side of The Moon, mentre il mondo intero affronta una nuova crisi economica che pone fine ai trenta gloriosi, la fine della lunga crescita economica arrivata al termine della guerra mondiale.

A Parigi trova ufficialmente fine la Guerra del Vietnam. In cambio della liberazione di un gran numero di prigionieri, gli Stati Uniti si ritirano. E’ una svolta epocale per chi era cresciuto con i fumetti spensierati della Silver Age e ammirava Kennedy in Tv. 

Il sogno a stelle e strisce incomincia a vacillare.

Il sogno americano è rattrappito, i ragazzi devono diventare adulti.

Poco importa se Martin Cooper effettuerà la prima telefonata con un telefono cellulare portatile.

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In casa Marvel, Spiderman arriva ai dieci anni di età. La creatura di Stan Lee e soci, viaggia a ritmo, con poche preoccupazioni, infatti i dettami funzionano e Peter Parker continua il suo ciclo narrativo costituito da Università, lotte con i super-criminali e un amore appassionato per Gwen Stacy, alla quale tiene però nascosta la sua duplice identità.

Stan Lee, nella sua immensa capacità di sincronizzarsi con l'immaginario collettivo ed elevandosi (nuovamente) a precursore della sua era, avverte il bisogno della “morte dell'innocenza nei fumetti Marvel”.

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L’Uomo Ragno, come i suoi lettori, ha bisogno di intraprendere la strada che lo porterà alla definitiva maturazione psicologica. Ciò che il vecchio Stan, Genry Conway (sceneggiatore della serie) John Romita e l’editor Roy Thomas sanno bene, come lo ribadirà anni dopo Roberto Recchioni (clicca per acquistare i suoi fumetti) con il suo Mater Dolorosa, è che la strada per la maturazione è costellata di spine. 

E si sa, le spine pungono, e mai come in questo caso pungono forte.

In casa Marvel la decisione diviene realtà, per far progredire il nostro Spidy, Gwen Stacy, suo amore eterno, deve morire.

Come disse qualcuno però, una lastra di ghiaccio non si forma in una sola notte di gelo, difatti, già 10 anni prima, con i numeri dall'88 al 92 di Amazing Spider-Man, la genialità degli autori fu quella di umanizzare il personaggio. In questi numeri, infatti, troviamo un Peter debilitato dall’influenza. La febbre, proprio durante lo scontro con Octopus, limita le sue forze e i suoi sensi. Spider man, schiva un attacco delle quattro braccia metalliche del suo rivale che vanno a colpire un muro producendo una cascata mortale di pezzi di cemento diretta verso la folla che si è radunata ad assistere allo scontro. George Stacy, padre di Gwen e stimato capo della polizia, ne rimane travolto ed esala l’ultimo respiro dopo aver salvato la vita ad un bambino.

Le ripercussioni sono tragiche. L'opinione pubblica ritiene il supereroe una minaccia e causa della morte dell'amato capitano di polizia. In Gwen, ignara della doppia identità, nasce un odio profondo per il tessiragnatele, mentre per Peter, non essere riuscito a salvare la vita del padre del suo amore, è l’inizio di una crisi nera.

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Lee e co. sciolgono la matassa violenta de La morte degli Stacy e negli storici numeri 121 e 122 ne inseguono il lungo filo, riportando su carta Norman Osborn, alter ego del Goblin, memore della vera identità di Spider-Man.

Norman rapisce Gwen e la porta sul Brooklyn Bridge dove avverrà lo scontro con Peter.Il goblin lancia la bionda nel fiume,  Spiderman, in un disperato tentativo, l’afferra con la sua ragnatela per evitare lo scontro con l’acqua. Pensiamo sia salva, pensiamo che ancora una volta l’eroe abbia vinto, ma quando la ragnatela raggiunge Gwen vediamo l’onomatopea più tragica. Il suo collo cede con un lapidario SNAP!


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La potenza della nona arte è racchiusa in piccolo effetto sonoro. Quattro semplici lettere rivelano al lettore la più cruda delle verità, la violenta confessione dell’autore, quel suono sussurrato che i supereroi, nelle loro linee d’inchiostro non possono percepire. Spiderman, inconsapevolmente, ha appena ucciso Gwen.

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E’ un momento indimenticabile e nemmeno i suoi stessi autori capiscono appieno le ripercussioni che avrà. Hanno disegnato una farfalla in Giappone e facendole sbattere le ali hanno provocato un terremoto meraviglioso.

La morte di Gwen rappresenta uno spartiacque epocale, è il capovolgimento di un topos narrativo, è la damigella in pericolo che non viene salvata. E’ il male che vince sul bene, l’eroe che perde ( anche se successivamente, l’acerrimo nemico troverà la morte per colpa del suo stesso aliante). E’ il destabilizzare un mondo di pietra, il demolire ogni certezza, mettere in dubbio ogni speranza. E’ insinuare, nella mente del lettore, la possibilità che qualcuno di amato, possa morire. Gwen da figura di contorno, con la sola utilità di dare credito al supereroe sul piano amoroso, viene elevata a simbolo dell’amore perduto tragicamente.

 

Mai, prima di allora, nessun eroe aveva dovuto affrontare un lutto simile. In pochi fogli, Marvel Comics, scrive un pezzo enorme della storia del fumetto destinato a porre fine alla Silver Age - l’epoca dei comics spensierati- per dare vita alla nuova: Bronze Age.

Sarà l’era in cui i personaggi inizieranno ad evolversi e ad abbandonare la loro visione dicotomica  del mondo bianco/nero per immergersi in una profonda scala di grigio e sviluppare delle personalità e degli archi narrativi molto più strutturati.

Quasi 30 anni dopo, quei geniacci di Tim Sale e Jeph Loeb, prenderanno a piene mani il dolore e il senso di colpa dell’uomo ragno per raccontarlo nel meraviglioso Spider Man Blu: la più toccante dichiarazione d’amore, a cuore aperto, capace di consacrarsi nell’olimpo mondiale del fumetto.

vignetta con puffo sul lettino dell psicanalista (che è Gargamella) che dice “I’m feeling blue”

Vignetta: Fabio Magnasciutti

 

...the blues, una sensazione di malinconia e tristezza che ha alla sua origine l’espressione blue devils, usata nel XIX secolo per descrivere sia la depressione che il delirium tremens.

La coppia di autori, dopo averci ammaliato con Batman: Il Lungo Halloween e Vittoria Oscura e Catwoman: Vacanze Romane, ci seduce completamente con una ri-narrazione dei tragici eventi sopradescritti.

Le lotte con i supercriminali, e qui si abbonda con Lizard, l’Avvoltoio e Blackie Drago e il burattinaio alla guida di ogni filo: Kraven il Cacciatore; il liceo, la meravigliosa e voluttuosa MJ divengono una cornice splendente costruita da un artigiano (in realtà due) dalle mani sapienti. 

Quello che rende questo volume speciale però è l’opera posta all’interno, è Peter che registra su nastro una lunga lettera “.. so che non la sentirai mai, ma magari un giorno..”  per ripercorrere la sua vita con Gwen e ogni anno, nel giorno di San valentino, pone una rosa sulla tomba della sua amata.

La registrazione, fulcro centrale dell’opera, ci riporta in un viaggio onirico e frammentato da balbettii e singhiozzi, fin al primo incontro fra Peter e Gwen. Rimanere indifferenti è praticamente impossibile e l'alter ego dell' uomo ragno, in questo momento, potrebbe essere ognuno di noi mentre ci distruggiamo davanti al senso di inadeguatezza verso ciò che più amiamo. (Ebbene si, amare veramente qualcosa parte dal sentirsi inadeguati e non abbastanza).

 

Hello Gwen our funny Valentine!

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